domenica 18 maggio 2008

Havana


L'Avana è la capitale che concentra più di 2 milioni di abitanti assieme alle attività principali di tutto il paese. All'arrivo ci si imbatte subito nelle numerosissime biciclette e nelle favolose auto americane degli anni '50 coloratissime che sono un pò il simbolo di Cuba ed aumentano il fascino dell'Havana, assieme ai bellissimi murales della propaganda e del Che Guevara. Si consiglia di tenere sempre presente la strada costiera del Malecòn, e da qui individuare i quartieri di Avana Vecchia, che si trova vicino al porto, il Centro Avana più ad ovest ed infine l'Avana Moderna con le zone del Vedado e le costruzioni appunto moderne.Molti gli hotel recentemente restaurati.
Il centro storico, restaurato grazie all'aiuto dell'Unesco, è parzialmente chiuso al traffico e va quindi percorso a piedi. Vicino appunto al porto si trova la Plaza de Armas, da dove pare sarebbe iniziata la costruzione della città. Qui attorno si trovano il Museo della città il Templete, un piccolo tempio neo-classico, la Farmacia più famosa dell' Havana, e il lussuoso Hostal Santa Isabel e il Castello della Forza, la fortezza più antica dell'Avana, che ospita spesso mostre molto interessanti. Ricca di edifici del 1700 , come il Palazzo dei Conti de Casa Bayona, sede del museo Colonial, e del Palazzo dei marchesi di Agua Claras, si può rimanere nella Plaza de La Catedral, in cui è presente anche la Cattedrale appunto di stile barocco (nella piazza è sempre presente un mercato con bancarelle di prodotti artigianali). Altra piazza molto frequentata dai turisti è la Plaza Vieja vicino al porto, anche il Museo della Rivoluzione è luogo di visite. Sull'altro lato del canale di accesso alla baia c'è il Castello del Morro, la più grande fortezza costruita dagli Spagnoli nei Caraibi. I turisti poi si concentrano tutti nella passeggiata del Paseo del Prado, monumentale viale che collega il Parque Central col Malecòn. Alle sue spalle il Campidoglio Nazionale, alto 94 metri, che ospita il Museo di Scienze Naturali e un planetario. All'Havana ed in tutta Cuba si alloggia e si mangia spesso nelle " case particular" ormai vere e proprie istituzioni. Sono abitazioni a conduzione famigliare che offrono vitto ed alloggio a prezzi veramente modici. Altri alloggi sono gli hotel coloniali del centro, finemente restaurati e ricchi di charme e di atmosfere realmente coloniali. Famosissime mete turistiche sono la Bodeguita del Medio e il Floridita, cioè i locali di Hemingway dove si devono obbligatoriamente bere rispettivamente il Mojito e il Daikiri celebri cocktail del celebre scrtittore.
Dicevamo che il Malecòn è la strada costiera ed è il viale tipico della passeggiata dei Cubani dell'Avana. Questo lungomare comincia dal Castello della Punta sul canale di accesso alla baia e finisce dopo alcuni Km al Torreòn de La Chorrera alla foce del Rio Almendares, nel Vedano. Quest'ultimo è un quartiere sorto nella prima metà del '900 come quartiere dell'alta borghesia habanera: ci si arriva dall'hotel Nacional (il più sontuoso della città) percorrendo una brave strada in salita, la Rampa. Più avanti l'hotel Riviera che ospita il famoso "Palacio della Salsa", grande locale con musica dal vivo, che assieme al famosissimo Tropicana è il più frequentato dai turisti.
Lo sfogo al mare degli abitanti dell'Havana è Playa dell' Este che molti raggiungono anche in bicicletta, qui troviamo strutture turistiche abbastanza semplici e soprattutto molti appartamenti in affitto per chi vuole godersi il mare caraibico di Cuba senza allontanarsi troppo dalla Capitale.. Nel Quartiere Playa, all'estremo ovest della città vi è Marina Hemingway,il porto turistico più importante di Cuba, punto di partenza per la pesca di altura. A 147 Km. dall'Havana verso ovest si trova l'ultima città importante di Cuba, Pinar del Rio, famosa nel mondo per le numerose fabbriche di sale e tabacco. I Sigari Cubani sono i più famosi del mondo e questa è la migliore zona di coltivazione del tabacco, numerosissimi sono i tour guidati nella visita alle vecchie fabbriche dove si lavora ancora manualmente la foglia citiamo per dovere i famosi Robaina.Nei dintorni si possono visitare le grotte, con visita a parte della Grotta dell'Indio nel cui interno passa un fiume sotterraneo.



sabato 17 maggio 2008

Origini della Bachata


Origini della Bachata
- Origini della Bachata-
I primi fenomeni di massa della Bachata: anni 60-70-
L'affermarsi della Bachata tradizionale-
La Bachata moderna: la NeobachataOrigini della Bachata
Nelle sue origini più remote , agli inizi del ventesimo secolo , il termine Bachata designava un tipo di riunione sociale, imparentata con la Jarana dell' epoca, definita per la presenza di vari generi musicali e di balli popolari. Etimologicamente , la parola Bachata è sinonimo di parranda ,fiesta.
La bachata costituiva una vera e propria forma di ricreazione popolare:una festa che si svolgeva in qualunque patio, all' ombra di un albero della strada o in una qualsiasi piazza,e il suo antecedente certamente si può far coincidere con il fandango.Alcune citazioni antiche che si riferiscono agli anni 1922-1927 ci parlano di un documento che si riferisce ad un uomo comune del popolo di Sabaneta, nella Linea Nord Ovest, che ci racconta che si trova " nel popolo tutto quello che può alimentare i suoi vizi e appetiti reconditi;lotte di galli , rum, ma quello che senza dubbio più lo affascina e gli piace e lo attrae e la fiesta o la bachata fatta di canti o boleros" .Da queste fonti appena citate possiamo trarre due conclusioni della Bachata antica: coniugava musica, canto e ballo; il bolero era inizialmente il genere predominante , ma si trattava di un bolero ritmico, antillano ,ballabile al quale partecipavano uomini e donne; ed era frequente il consumo di rum. Da queste caratteristiche si può dedurre che la Bachata era un complesso fenomeno socio-musicale dal quale,fondendo ritmi, melodie e strumenti e adattandoli all'ambiente nativo, nacque posteriormente un modo musicale e interpretativo di aspetto autoctono, che appunto è il genere musicale della Bachata. precisiamo che in quegli anni già si differenziavano i termini fiesta, ballo e bachata come segnalava Reamón Emilio Jiménez già nel 1955.
Si intendeva comunemente ,che tre erano le celebrazioni differenti: si considerava ballo quello che aveva una ubicazione nei saloni di lusso, dove primeggiavano le danze elette dell' epoca, la quale realizzazione era fatta per orchestre, a loro volta las fiestas erano celebrate con güira, tambora y acordeón, ovvero, dove la musica predominante era il merengue, el zapateo e altri ritmi folklorici similari; le bachate erano specificamente le celebrazioni che si facevano con le chitarre, bongo, palitos e altri strumenti simili e dove si ballava maggiormente boleros e guarachas ma anche si intonavano il son, musica ranchera e merengue fatto con chitarre.Pacini Hernandez definisce la Bachata come una musica popolare dominicana autoctona, che emerge nel 1961, tenendo come base le musiche latinoamericane fatte con le chitarre, come bolero , ranchera e son.Indica anche che, il tipico Conjunto di Bachata si compone di due chitarre, maracas-sostituite recentemente per la güira e il bongó -sostituito occasionalmente con la tumbadora.In queste celebrazioni gli strumenti erano suonati da musicisti che per la maggior parte delle volte erano improvvisati .Gli spazi fisici della bachata.Gli spazi fisici della Bachata erano principalmente i luoghi urbani marginali o rurali. Nel campo , in una società predominanza rurale come quella dell'epoca, poteva essere all'ombra di un albero, nel parco o nel patio di una fattoria. In questa maniera la Bachata si sviluppò lentamente. Jiménez, che come si evidenzia da quanto dice , odiava questo tipo di celebrazioni rurali dice " Le Bachate erano un fuoco di attrazione per tutti gli uomini, che livellava tutte le classi sociali che ballavano questa danza, predominando le forme più libere della democrazia, in tutta la sua naturalità peccaminosa". Nello scenario favorito per questo scatenarsi delle passioni "peccaminose" , quello che lui chiamava "piacere dissoluto" era "un luogo impregnato di forti essenze che sembravano "congiurate " allo scopo di sopraffare la onestà con le armi dei sensi. Le forme più ariose di suburbio erano rappresentate in questi scenari. La presenza dei bicchieri di rum e il tono di fiesta insieme alle ansie provocate dalle bellissime indie dagli occhi provocanti di notte , maestre nell' imprimere al proprio corpo sussulti e movimenti , rompendo la tranquillità notturna della barriada per cedere spazio alla azione di "bachatear" o "jaranear"I primi fenomeni di massa della Bachata: anni 60-70Come elementi del contesto , ricordiamo l'influenza che ebbero all'inizio degli anni sessanta Julita Roos,, Bienvenido Granda, Olimpo Cárdenas, così come l'equatoriano Julio Jaramillo e il portoricano chiamato El Jibarito de Lares (Odilio González), che creò uno stile "accellerato" del bolero latinoamericano.Alla pari con queste influenze ebbero notorietà interpreti come Rafael Encarnación, José Manuel Calderón, Rafaelito Pimentel, Tommy Figueroa, Inocencio Cruz, Bernardo Ortíz e Luis Segura, che ottennero un eccellente livello di notorietà negli inizi degli anni sessanta. Encarnación incominciò nel 1963 conla registrazione di due dischi Muero contigo e Pena de hombre, e sin dall' inizio è stato il primo interprete di gran impatto sociale , quello che si conosceva come "canción de amargue". La popolarità dei suoi dischi fu così ampia e rapida che portò gli speakers radiofonici dell'epoca ad includerli regolarmente nella programmazione delle radio. Nel 1964 registrò i successi Loco anhelo, Castigo de amor, y Sin rencores, e la sua carriera è rimasta troncata a causa della sua morte in un incidente avvenuto il 23 marzo dello stesso anno, lasciando registrati Ay qué amor e Logré olvidarte. Il caso di Calderón è anche abbastanza rilevante nel fenomeno della Bachata, visto che il suo successo ha attirato artisti come Johnny Ventura, che ha registrato poi con lui. Il successo di Calderón lo ricordano i suoi temi Declaración de amor ("Amorcito de mi alma"), Borracho de amor, Quema esas cartas y Condena. Bernardo Ortíz registrò con successo il tema Dos Rosas.
Il caso di Luis Segura, nominato dopo El Añoñaíto per la sua maniera di interpretazione è molto illustrativo. Incominciò a cantare nel 1964 , con quel tipo di canzoni che poi in seguito saranno chiamate "de amargue". La sua prima registrazione fu Cariñito de mi vida, tema che sicuramente non ebbe un successo immediato nelle classi popolari di allora ma che è servito per proiettarlo fino ai nostri giorni. Da allora il suo lavoro è stato abbastanza fertile, riuscendo a registrare circa trenta album con temi proprio fino al 1986. Il suo maggior momento di successo si ebbe nel 1982, quando Pena fu lanciata sul mercato e fu un enorme successo. Con questo disco la Bachata incominciò a penetrare nelle discoteche e nelle radio , normalmente poco disposte a "passare" questo genere. La canzone fu poi registrata da altri cantanti anche non "bachateros" .
Posteriormente a questa fase di grande promozione della Bachata che possiamo considerare come fondatrice in termini di produzione musicale, sono poi nati altri interpreti con diversa popolarità grazie anche alla promozione di Radio Guarachita . Tra i più famosi esponenti di questa seconda fase di promozione citiamo Leonardo Paniagua, Theodoro Reyes, Ramón Cordero, Mélida Rodríguez ("Mélida La Sufrida"), Aridia Ventura, La India Baragonera, Julio Angel, Oscar Olmo, El Chivo sin Ley, El Solterito del Sur, Esteban Mariano, Miguel Félix, Orlando Jiménez, El Pachá, Roberto Mesa, Pablo Martínez, Rafo Alcántara e Tony Santos. Con questi a volte si confondeva Eladio Romero Santos, praticamente l'unico, tra questi artisti,che si dedicò alla interpretazione del merengue con la chitarra.
L'ascesa progressiva della Bachata incontrò il suo appoggio impresariale in un uomo come Radhamés Aracena, padrone delle imprese" La Guarachita", proprietaria di Radio Guarachita, nata il 14 di Agosto del 1964 e che si convertì in un breve lasso di tempo nel mezzo di diffusione per eccellenza della Bachata. Aracena aveva anche un negozio di dischi e una "fabbrica" di dischi e quindi si trasformò in uno dei principali promotori. Bisogna segnalare che ci furono anche altri impresari discografici dedicati al genere. Bienvenido Rodríguez, successivamente si trasformò nel principale magnate del business discografico nel paese e promotori del genere Bachata nella sua versione moderna che si sviluppò negli anni ottanta che ha il nome di Neobachata.
Così la Bachata aveva canali di promozione e commercializzazione, contava su impresari che contrattavano direttamente i gruppi,gli facevano fare le registrazioni, e vendevano i prodotti. Nel caso di Aracena i suoi "livelli" di intervento arrivavano al grado di correggere la musica e le lettere, introducendo cambi e modifiche laddove le credesse convenienti.In altre parole, lo sviluppo della Bachata e la sua conversione a fenomeno di musicale di massa si collega direttamente con la nascita del mercato della musica nella Repubblica Dominicana. Per questo probabilmente gli interpreti della Bachata sono stati sempre nella maggior parte dei casi persone di origini campestri , di basso livello educativo, e a volte non molto colti. Peraltro i costi di produzione discografica , la compensazione degli investimenti erano proporzionali alle remunerazioni non altissime che venivano date agli artisti all'inizio del fenomeno Bachata. Basti pensare che le Radio della Repubblica Dominicana come Radio Guarachita nel distretto Nazionale Radio Norte, Radio Ritmos e Radio Quisqueyana, en Santiago, Radio Barahona, Radio San Juan, Radio Anacaona e Radio Enriquillo, annunciavano mediamente circa venticinque fiestas di Bachata alla settimana in quei periodi...Dunque una musica popolare per il popolo. L'affermarsi della Bachata tradizionaleCon i cambi economici sociali e culturali avvenuti negli anni Settanta, la Bachata ebbe un processo di trasformazione e espansione nel decennio degli anni Ottanta. Questo catapultò questo fenomeno sociale anche per la prima volta fuori dal paese. Fattori come il costante flusso migratorio , il crescere dei mezzi di comunicazione, facilitano il suo processo espansivo. In primo luogo emerse una terza fase di promozione della Bachata tradizionale con un formato di caratteristiche urbane , come quella di Antony Santos, Raulín Rodríguez, Blas Durán y Luis Vargas. In secondo luogo al diffondersi nelle città, la Bachata riceve l'influenza dei musicisti di estrazione urbana",più abituati ai ritmi "accellerati", e con i quali acquistò più "velocità". E questo ebbe la sua propagazione anche nel dare maggiore enfasi nel ballare la Bachata.
Negli inizi degli anni Ottanta si assiste al boom della Bachata, con Luis Segura in testa, che ebbe alti livelli di penetrazione sociale anche in quei segmenti urbani che sempre sono stati riluttanti rispetto a questo fenomeno. Teófilo Barreiro dice che: "Perfino la piccola borghesia, molto diffidente da sempre a confondersi con la gente senza cultura adottò una attitudine di allegra accondiscendenza e riceveva con gli applausi queste canzoni,che si interpretavano ormai in ogni luogo nel paese". Così "con la salita nella scala economica dei los dominican-yorks, el amargue si veste di gala e poco a poco si è andato a diffondere nelle discoteche, clubs, feste di compleanni dei nuovi ricchi".Barreiro sostiene che la estensione della Bachata serve da canale di espressione per la gente che anteriormente non avevano questa possibilità "La bachata serve come discorso culturale per dare voce a molti settori che prima non parlavano".
La Bachata moderna: la NeobachataUna trasformazione sostanziale avvenne con la Bachata dalla seconda metà degli anni Ottanta per mano di alcuni "ribelli" della nuova canzone dominicana. Si tratta di una nascita di una variante che si può definire moderna: la Neobachata.Questa si differenzia dalla Bachata tradizionale per il fatto che trasformò il suo suono con le fondamenta tecnologiche recenti nel campo della musica, e perchè, gli da una nuova dimensione estetica, evidenziata sia nella elaborazione musicale che nei testi delle canzoni. La Neobachata fu quella che ha rotto definitivamente con i limiti sociali del genere e che di più la spinge a dimensioni internazionali. Fino a quel momento gli artisti utilizzano la Bahcata come una fonte di "sfogo emozionale" ,quando , in atmosfere notturne intonavano enfaticamnee le melodie "del amargue".Fu così fino a quando non si ebbe questa presa di coscienza con la Neobachata. Un pioniere della Neobachata si può considerare Luis Díaz, che incomincia la sua ricerca musicale attraverso il folklore Dominicano con il gruppo Convite, negli anni Settanta. Da questo gruppo in poi possiamo dire che si incomincia a registrare Bachate con un suono e contenuti differenti.
Ma fu dal 1984 che Díaz cominciò a prenderla in serio come elemento di creazione. Pe runa parte, registrò una prima Bachata chiamata La perdida per un video sopra la prostituzione , che produsse il produttore Tommy García e che fu filmato con prostitute della Avenida Duarte, nella parte alta de Santo Domingo. Questo tema lo registò anche Sergio Vargas nel 1991. Nel 1985, Díaz registrò un album che chiamò Luis Díaz amargado, e nel 1987, produce per Sonia Silvestre un album Corazón de Vellonera, con il quale si incomincia a dare un nome a questa nuova onda, chiamandola alcuni come techno-amargue, altri come neo-bachata. Le sue canzoni si trasformanono in uno spettacolo che viene rappresentato in diverse città del paese.Sonia Silvestre si converte nella interprete favorita della Neobachata, aggiungendo al suo repertorio Yo quiero andar, anche questa di Luis Díaz, con arrangiamenti e direzione musicale di Manuel Tejada, che a sua volta introduce nuove innovazioni musicali nella Neobachata come sintetizzatori.Dopo la nascita di questo binomio Luis Díaz-Sonia Silvestre, si sviluppa con forza quella di Juan Luis Guerra, che, in breve tempo si converte nella massima espressione della Neobachata . La irruzione di Guerra, per quanto si riferisce a la Bachata si produce a partire dal 1989, quando il successo lo introduce per questo cammino. Così nasce Como abeja al panal.
L'album di Guerra che ha avuto il successo internazionale più consistente si orienta basicamente alla esplorazione della Bachata. Così appare nella copertina del suo disco: Bachata Rosa. Con questo, risvegliò l'interesse generale per questo genere musicale, imponendolo non solo nelle fasce più popolari del pubblico, ma anche nelle fasce sociali di diversa estrazione. Guerra si converte nel principale esponente della Neobachata.In questa nuova corrente chiamata Neobachata si differenziano quindi tre linee negli anni Novanta :una rappresentata per Luis Díaz , il cui stile è influenzato anche dal rock, dal blues, come si può notare dagli accordi , dalle armonie e dalle forme di esecuzione, e nella sua forma di interpretazione chiamata tecnicamente technobachata. Un altra linea è quella rappresentata da Victor Victor e contiene infulenze principalmente del son, evidenti nelle strutture delle canzoni. La terza linea infine è quella simbolizzata da Juan Luis Guerra, infuenzata dal bolero e anche in parte dal son con le sue note liriche distinte,la sua poetica particolare, a volte surrealista; tutto questo parte dalla considerazione che Guerra ha della Bachata, una sorta di "Bolero Antillano".
Come possiamo osservare il movimento di trasformazione della Bachata si conforma a partire dalla triologia dei musicisti fondatori della Neobachata:Luis Díaz, Juan Luis Guerra e Víctor Víctor. Furono loro che eliminarono definitivamente le pareti sociali e le barriere ideologiche che hanno attraversato il cammin o e la storia della Bachata , e che gli impedivano la diffusione a spazi e scenari più ampi. La storia della Bachata odierna del terzo millennio intreccia il suo cammino con lo strepitoso successo ottenuto dal Gruppo Aventura, 4 ragazzi del Bronx che hanno sicuramente creato una nuova linea melodica e rinvigorito la Neobachata rivoluzionandola totalmente nei contenuti e ottenendo una audience incredibile a qualsiasi latitudine con il singolo "Obsesion", con il quale hanno davvero girato il mondo delle televisioni e delle radio , facendo conoscere la Bachata ai giovanissimi che probabilmente ignoravano l'esistenza di questo genere . Indubbiamente un risultato notevole che ha riproposto alla celebrità un genere che per troppo tempo era stato rilegato in una posizione marginale nel panorama della musica latina e mondiale .
Questo testo è stato inspirato dall'articolo "La pasión danzaria", pubblicato nel 2000 dalla Accademia delle Scienze della República Dominicana, a Santo Domingo , scritto da Darío Tejada.

venerdì 16 maggio 2008

NEW YORK vs PUERTORICO


NEW YORK vs PUERTORICO
di alberto y paola da Discolatino.
Per chi ha occasione di andarci, Portorico e New York rappresentano oggi due realtà salsere differenti e comunque lontane da molti stereotipi...
Dopo aver ballato al SalsaCongress in Manhattan/New York nel recente mese di agosto, io e Paola siamo volati per la terza volta a Portorico, con l'intenzione di vedere se la stressante situazione salsera niuiorchese si ripresentasse anche nell'isola del Encanto. Abbiamo girato tutta l'isola, da San Juan a Ponce, da Mayaguez a Fajardo, da Loiza ad Aguadilla ma, salvo pochissimi casi, non abbiamo trovato "fanatici" come invece a iosa nella "Grande Mela". La ghettizzazione stilistica presente nella metropoli è molto meno marcata in Portorico. Le situazioni salsere sono vivaci, ma non collassate al livello da sfida fra gang metropolitane ! La maggior parte dei frequentatori delle sale sono persone tranquille che sono lì per divertirsi. Ognuno ha la propria opinione sul ballo certo e l'unica cosa che li accomuna tutti è la convinzione che "Puertorico es la madre de la Salsa".
I "ghetti stilistici" fomentati dalle varie scuole niuiorchesi, d'altro canto, stanno producendo un effetto di divisione sulla massa, intrappolando specialmente chi si accosta al mondo latino in percorsi preordinati, in cui ognuno fa da tramite per l'ingresso di altri. Ma ognuno finisce con il vivere in un proprio mondo, rappresentato unicamente dal suo clan, che fa lezione "solo" con certi istruttori, va a ballare solo in "certe" sale e finisce per partecipare "solo" ai propri spettacoli.
In Portorico la situazione è meno drastica. Probabilmente perchè la gente portoricana vive la Salsa più come un divertimento musicale insito nelle proprie tradizioni ( anche se i modelli importati dagli USA con i recenti Congressi stanno aprendo larghe crepe in questa mentalità e le scuole locali hanno notevolmente alzato il loro livello andrenalinico rispetto ad anni fa ). Ma si tratta comunque sempre di una questione alquanto elitaria che non trova gran chè partecipe il grande pubblico che se ne sbatte altamente delle varie tendenze e balla come gli pare e piace.
A New York invece, le serate salsere dei piccoli club sembrano più riunioni di "militanti combattenti" di una singola area, che eventi di ballo sociale. Fra le scuole di aree diverse tira aria di guerra e lo scopo è unicamente affermare sugli altri la propria esistenza e maggiore bravura. Le serate latine non sono più eventi realizzati per far avvicinare il pubblico a socializzare. A New York socializzare e difficile. Bisogna clanizzarsi, cioè si viene presentati da un membro agli altri membri del clan (scuola di salsa) che giudicano se accettare o meno il nuovo arrivato. Dopodichè una volta accettati in un clan, se ne seguono le regole che sono rappresentate da uno "slang" nel ballo che comprende figure, passi, posizioni, luoghi dove incontrarsi etc. rigidamente preordinati dal leader carismatico di quell'area a cui la scuola appartiene.

Il portoricano, invece, si sente meno attratto dalle sfide e dalle faide interscolastiche. La musica Salsa lo accompagna ogni giorno nella vita quotidiana dal distributore di benzina alla spesa nei drugstores, per cui non vive il ballo come una questione esistenziale o di affermazione personale, ma di puro accompagnamento della vita. Ed è per questo anche che non frequenta gran chè le scuole di ballo. E' convinto che non gli serva, perchè ritiene il ballare la musica Salsa una cosa che gli viene naturalmente. E per lo stesso motivo non enfatizza il ballo con troppe figure. La tradizione della Rumba portoricana (Bomba) in cui l'uomo cerca di conquistare la dama con la propria bravura virtuosistica in pezzi ballati a solo, oppure posture tipiche è tutt'oggi presente e fa la differenza stilistica con il forsennato bisogno coreografico del mambo ny style, impegnato a costruire una compilation dopo l'altra di figure eseguite ginnicamente, in uno stile che rispecchia il ritmo della vita dalla "Grande Mela".

giovedì 15 maggio 2008

Buena Vista Social Club

Buena Vista Social Club era il nome di un club dell'Habana (Cuba), il cui ingresso era riservato all'etnia di colore. Quasi quarant'anni dopo la chiusura del club, un gruppo di all star cubane si fondono nell'Afro Cuban All Stars. A produrre l'ensemble è Nick Gold. È in modo rocambolesco che all'iniziativa partecipa anche il chitarrista californiano Ry Cooder. Il disco Buena Vista Social Club esce nel 1996. Nel 1999, Wim Wenders dirige un documentario sull'intera vicenda della produzione e sui membri dell'orchestra, anch'esso intitolato Buena Vista Social Club.

Il club era attivo fin dal 1932 e aveva raggiunto con il tempo una tale notorietà che diversi celebri cubani gli avevano dedicato canzoni: così Arsenio Rodríguez con Buena Vista en guaguancó e Israel López (Cachao) con Club Social Buena Vista. Prima del 1959, esistevano a Cuba diverse società, spesso legate alle differenti etnie: quella negra, quella spagnola, quella cinese e altre ancora. Per quanto riguarda la prima di queste, le più famose furono la Unión Fraternal, Las Águilas, Marianao Social, Atenas, Antillas, Isora, Jóvenes del vals e, infine, il Club Social Buena Vista, che prendeva il nome da Buena Vista, quartiere dell'Habana. Quando nel 1939 si inaugura la sala che poi diverrà il Tropicana, distante un chilometro dalla sede del Buena Vista, questo si trasferisce nell'antico quartiere Alturas de almendares. Il club, oltre a fornire servizi tipici di un'associazione (come lezioni di cucito per le adolescenti), concentrava i suoi sforzi nell'organizzazione delle sale da ballo: orchestre di varia estrazione accompagnavano i balli della tradizione cubana. La strada su cui affacciava l'ingresso del club si riempiva di appassionati, spesso bianchi cui era negato l'ingresso.

Il film
Poco dopo esser tornato da Cuba e aver registrato il disco Buena Vista Social Club, Cooder inizia a lavorare con Wenders alla colonna sonora di
Crimini invisibili, terza collaborazione tra i due artisti. Per quanto Wenders non conoscesse per niente la musica cubana, si entusiasma ascoltando le registrazioni che Cooder gli fa ascoltare e acconsente a viaggiare fino a La Habana per filmare il primo disco solista di Ibrahim Ferrer, Buena Vista Social Club Presents: Ibrahim Ferrer (1998).
Wenders filma le session, sfruttando il format
Digital Video, recentemente sviluppato, avvalendosi dell'aiuto di Robert Müller, suo collaboratore di lungo corso. Ne approfitta per intervistare alcuni membri dell'ensemble e non perde l'occasione di registrare il gruppo in una famosa performance ad Amsterdam, la prima con l'intero line-up (1999) e un secondo concerto alla Carnegie Hall di New York. È il 7 settembre del 1999 che esce il film-documentario Buena Vista Social Club. Il film è anch'esso un successo strepitoso, incassando in tutto il mondo 23.002.182 dollari.

mercoledì 14 maggio 2008

Mojito storia e ricetta del prezioso cocktail


Mojito storia e ricetta del prezioso cocktail Ricetta Mojito
1 parte di Rum blanco3 parti di soda12 foglie di menta½ lime½ parte di zucchero di canna
Preparazione
In un bicchiere Tumbler pestare le foglie di menta (yerba buena – è la variante caraibica) con il lime e con lo zucchero di canna.
Unite ghiaccio tritato e Rum. A questo punto parte del ghiaccio sarà stato sciolto dal Rum, indi, aggiungete soda (in alternativa alcuni usano acqua tonica, però il cocktail diventerebbe molto più dolce). A questo punto mescolate bene e riempite il bicchiere con altro ghiaccio tritato ed una foglia di menta che svolgerà una funzione olfatto/visiva.
STORIA.
La data della nascita del progenitore del Mojito è il 1586. In quest’anno il capitano Drake decise di saccheggiare l’Habana per recuperare parte del tesoro Azteco li nascosto. Re Filippo II fu informato dei fatti e fece preparare un’accoglienza degna delle migliori storie di pirati.
Il saccheggio di Drake non andò a buon fine e l’intera flotta lasciò l’Habana.
Durante l’attesa del saccheggio fino al momento della fuga verso le indie occidentali un subalterno del capitano un certo Richard Drake inventò la famosa ricetta. All’epoca la battezzò con il nome di Draque.
Dato che tali corsari erano “sponsorizzati” dalla regina Elisabetta d’Inghilterra Richard Drake si vide riconoscere una speciale licenza per la produzione di alcuni distillati, tra cui, una particolare acqua vite di canna da zucchero (l’antenato del Rum).
Tale distillato venne utilizzato moltissimo anche durante le varie epidemie che colpirono sia l’inghilterra che, le colonie inglesi d’oltre oceano.
La ricetta venne modificata solo dopo la metà dell’800 ad opera di Don Facundo Bacardi che, sostituì il distillato con del vero e proprio rum. Da lì, chiaramente, anche il nome cambiò e diventò Mojito. Il nome mojito ha radice africana. Mojo (che significa fare un incantesimo).
Resta celebre l’abitudine di Sir Ernest Hemingway che ogni mattina si “faceva” il suo mojito alla “bodeguita del medio a Cuba”…mi daiquiri en el Floridita y un Mojito en la bodeguida…
Ho trovato dei link interessanti che si occupano di molte cose oltre al "bere":
www.romagna.net/buongustaiooppure: www.bacardimojito.com.
Comunque, sia chiaro, sia L'habana Club che la Bacardi cercano di riconoscersi la paternità del prezioso Cocktail.In vantaggio (per il mojito) è la Bacardi per il semplice fatto che il suo fondatore nel 1862 a Santiago de Cuba fu quello che perfezionò la ricetta tradizionale. L'Havana Club è, però, in vantaggio sul Cubalibre per il fatto che dopo la rivoluzione Castrista, 1957, la Bacardi "chiuse bottega" e si trasferì a Puertorico!
La cause civili per l'attribuzione della dicitura "cuban ron" non sono ancora finite!!!

martedì 13 maggio 2008

Ballerini di Salsa

Ballerini di salsa, ultima moda estiva diventa un lavoro
Musica e sensualità sono gli ingredienti di base per ballare la musica ‘salsera’, una tendenza che pare stia diventando una vera e propria opportunità di lavoro. Anche se per ora i guadagni sembrano essere minimi, stando ai diretti interessati, se si pensa ai giorni impiegati a creare una coreografia e agli investimenti in costumi e nelle trasferte.
Musica, sensualità collegata al ritmo e tanta tanta passione. Sono questi gli ingredienti principali dei ballerini di salsa, il ballo di tendenza di questa calda estate che è approdato anche negli stabilimenti balneari con esibizioni notturne da parte di gruppi che riescono così a rientrare nei costi dei costumi e delle trasferte.
Sound eccitante e stimolante, sia per le sonorità calienti, sia per il ritmo vivace, sia perché la lingua spagnola ha qualcosa di melodicamente familiare per noi italiani. Ma, emozioni a parte, ballare la musica salsera pare stia diventando una vera e propria opportunità di lavoro. Anche se per ora “i guadagni sono minimi, se si pensa ai giorni impiegati a creare una coreografia e agli investimenti in costumi e nelle trasferte”. Lo dice a LABITALIA Andrea, insegnante e ballerino professionista della 'Tumbaoschool' con Cristina Aranci, volto famoso del programma 'Non è la Rai' nonché giudice nei campionati regionali e nazionali. “Un viaggio in Venezuela - racconta Andrea - mi ha fatto scoprire il mondo salsero. Impossibile fare un calcolo esatto di quanti ballano in Italia in modo professionale. Solo a Roma siamo più di 8.000. Quando ho cominciato, 9 anni fa, era un disciplina solo per over 30, nata per socializzare. Ora, invece, a essa si accostano anche i più giovani. E per un'esibizione di 10 minuti un gruppo, formato da cinque coppie, può arrivare a guadagnare anche 3.500 euro più le spese, ma nella maggior parte dei casi non si superano i mille euro”. Quanto alla tecnica, “per imparare a 'muoversi' servono almeno 3 mesi, ma solo dopo un anno ci si comincia a divertire anche se pochi possono dire di saper ballare la salsa. Ma come insegnante nella mia scuola non ho mai visto i cosiddetti casi disperati”.
PROVE NOTTURNE PER I 'TONY MANERO' CARAIBICI DI CASA NOSTRA
La salsa, in Italia, è inserita assieme a merengue e mambo nella disciplina italiana denominata 'danze caraibiche', secondo l'articolazione voluta dalle associazioni dei Maestri di ballo. Ma se fino a qualche tempo fa ballare la salsa era come iscriversi a un qualsiasi corso di ballo, negli ultimi tempi gruppi di amici che ballano insieme almeno da due anni, decidono di proporsi ai locali notturni e offrire delle brevi esibizioni, della durata massima di dieci-dodici minuti, rigorosamente dopo mezzanotte. E così il ballo d'importazione sudamericana che sembrava destinato a un pubblico 'anziano' e 'femminile' per il fattore socializzazione assicurato, sta prendendo piede come professione retribuita. Una sorta di impresa fai da te. Pochi, infatti, decidono di affidarsi a un manager. Nella maggior parte dei casi aprono un sito Internet, provano le coreografie nelle palestre dove alcuni dei membri del gruppo insegnano. Gli orari delle prove sono sempre di sera tardi, anche perché molti dei ballerini coinvolti 'di giorno' fanno un altro lavoro. Eppure la salsa trascina passi a prescindere dai guadagni e, soprattutto, dalla celebrità. L'importante, per i Tony Manero caraibici di casa nostra, è ballare tra amici, divertirsi e racimolare qualcosa per pagarsi il viaggio verso località balneari dove intendono esibirsi.
IN PALESTRA PER BALLARE E CONQUISTARE BIGLIETTI PER IL SUDAMERICA
I corsi di salsa sono organizzati per tutti i livelli dal principiante all'intermedio all'avanzato, all'insegna dello slogan 'Imparare divertendosi'. Quasi ogni scuola, oltre ai corsi, prevede la partecipazione a feste, gare, serate danzanti, week-end in vari località e, soprattutto, viaggi a Cuba, la 'patria della salsa'. Tutto questo dà la possibilità agli allievi di crearsi nuove amicizie e nuovi modi di aggregarsi. Sempre più spesso, infatti, si creano gruppi che decidono poi di ballare fuori dalle pareti della palestra.La direzione artistica di ogni scuola è quasi sempre affidata a una figura che ha trascorsi nel mondo dello spettacolo e che riesce a rendersi conto se dalle file dei suoi allievi ha solo principianti oppure provetti ballerini. Nel secondo caso, il biglietto per il Sudamerica è assicurato.
SERENA, DA MAMMA-ESTETISTA AL 'SALSA WORLD FESTIVAL' DI CUBA
“Con i miei amici guadagniamo 800 euro a esibizione, pochissimo se si pensa che ogni vestito viene cucito su misura dalla sarta per un costo di 150 euro e ogni paio di scarpe non viene meno di 150 euro, ma l'importante è ballare”. E' entusiasta della sua carriera di salsa Serena Marroni, 32 anni e un passato ultraventennale di ballerina. Anche se spente le luci della ribalta e riposte le scarpette da ballo 'di giorno' torna alla sua professione quotidiana di estetista. “Proviamo tre volte la settimana -racconta- per un totale di 6 ore, anche se quando stiamo insieme le ore non le contiamo. Siamo concentrati sulle coreografie e sull'esibizione che dobbiamo fare. Con il nostro gruppo 'Timbao dance Company' abbiamo ballato nei locali di Genova, Brescia, Firenze, Salerno, Rimini, San Marino, Foggia, Montecatini e tutto il litorale romano”. “Ballo la salsa -spiega Serena- perché mi diverto con non poche soddisfazioni. Il mio gruppo, infatti, per il mese di agosto è stato invitato al 'Salsa World Festival' di Cuba. Per fortuna ho avuto tutto il tempo di rimettermi in forma dopo la nascita di mio figlio Samuel avvenuta pochi mesi fa. Ho ballato con il pancione fino al sesto mese di gravidanza, senza nessun pericolo per il piccolo. Del resto il buonumore e l'allenamento fisico è indicato per tutte le età”. Ritmo, dunque: arriva la salsa.
Fonte: Labitalia

lunedì 12 maggio 2008

Sigaro cubano


Parliamo di Sigari cubani.
Il sigaro cubano è detto puro. Tutti i sigari cubani attualmente sono puros, ma lo sono anche alcuni sigari di produzione dominicana. Per capire il significato è necessario capire come è fatto un sigaro cubano (e in generale caraibico).
È bene inizialmente premettere che gli avana apprezzati nel mondo sono tutti long filler, ovvero realizzati impiegando foglie di tabacco intere, e non trinciati o similmente prodotti. Il sigaro viene generalmente prodotto assemblando diverse qualità di foglie nei tre principali costituenti: Fascia, ( sp.capa), Sottofascia, (sp.capote) e Ripieno, (sp.tripa).
La capa è la parte superficiale del sigaro, composta da foglie molto spesse raccolte da una varietà particolare di tabacco, detta corojo. Le foglie ricavate per la fascia, scelte per la bellezza e la lucidità, non hanno invece grande importanza nel 'sapore' del sigaro (intorno al 10%). Il capote è la cd. 'sottofascia' del sigaro, composta da foglie di seconda scelta (dal punto di vista estetico) della varietà corojo, la stessa della fascia. La tripa è il cd. 'ripieno' del sigaro. Le foglie utilizzate sono molto più sottili di quelle usate per la capa. Inoltre vengono raccolte da una varietà di tabacco diversa, detta criollo. Le foglie terminali della pianta, più potenti e ricche di nicotina sono dette dette ligero, quelle intermedie, dette seco, sono quelle più aromatiche, mentre le foglie più vicine a terra, dette volado, non hanno proprietà organolettiche particolari ma hanno un'ottima combustibilità. Come detto, gli avana sono detti anche puros perché tutte le foglie suindicate provengono dallo stesso paese Cuba. Diversamente da come si potrebbe pensare questa è un'eccezione nel mondo dei sigari, visto che per ragioni di economia i paesi produttori di tabacco si sono specializzati in una singola tipologia di foglia. Per esempio, il sigaro toscano, salvo eccezioni, è composto da foglie di provenienza americana (varietà Kentucky) per quanto riguarda le foglie per la capa, mentre le foglie della tripa sono solitamente italiane (nel sigaro toscano il capote, o per dir meglio, la sottofascia, non esiste).
Il mix di queste tre tipologie di foglie del ripieno, detto ligada, conferisce a ciascun sigaro caratteristiche organolettiche tipiche e note a tutti gli amatori. Ad esempio i sigari Partagás sono noti per essere più forti (per cui avranno in proporzione più foglie di ligero e meno di seco e volado). Discorso opposto invece ad esempio per Romeo y Julieta che produce sigari tendenzialmente più dolci.
Tutto ciò viene chiamato 'tipicità' della marca. Prima della rivoluzione di Fidel Castro, essendo le marche di diversi proprietari, ciò era la regola (un po' come avviene per il vino). Oggi che invece è lo Stato a possedere tutte le marche, la raccolta e la scelta dei tabacchi viene effettuata di norma dalle stesse persone per le diverse marche.


MARCHE:

Bolivar, Cohiba, Cabañas, Cuaba, La Flor de Cano, Fonseca La Gloria. Cubana Hoyo de Monterrey, Guantanamera, Montecristo. Partagás J. L. Piedra, Punch, Quintero, Rafael González, Ramon Allones,El Rey del Mundo, Romeo y Julieta, Sancho Panza, San Cristobal, Statos de Luxe, H. Upmann,Trinidad, Vegas, Robaina, Vegueros.

domenica 11 maggio 2008

DEEJAY SALSA NIGHT


SABATO 31 MAGGIO: NUOVO EVENTO DEEJAY SALSA NIGHT
..MUSICA MUSICA MUSICA!!!!!
IL DJ, SPESSO SCONOSCIUTO, E’ QUELLO CHE TI FA BALLARETUTTA LA NOTTE, QUELLO CHE RACCOGLIE TUTTE LE TUE PREFERENZE MUSICALI E’ UN COMPONENTE IMPORTANTE PER LA RIUSCITA DI UNA MAGICA SERATA!!
PER TE IN UNA SOLA NOTTE ALCUNI DEI MIGLIORI DJ DEL SETTORE.NON UNO MA BEN 12 ARTISTI DELLA CONSOLLE CHE SI ALTERNERANNOPER CREARE IN SEI ORE LA MIGLIOR SELEZIONE MUSICALE DELL’ANNO!!!!!

sabato 10 maggio 2008

Marc Anthony



Nato nel quartiere di "Spanish Harlem" da genitori portoricani, gli viene dato il nome del cantante messicano Marco Antonio Muñiz, molto amato dal padre. Fin dall'infanzia manifestò interesse per la musica e il canto, successivamente lavorò nei clubs di New York come corista cantando in inglese.
Nel 1991 ottenne un contratto con Atlantic Records, dopo essersi fatto notare nella band "Latin Rascals". Nello stesso anno, anticipato dal singolo Ride on the rhythm, pubblicò il suo primo album "When the night is over", che raggiunse la1 della Billboard charts. Nel 1992, Marc venne contattato dal leggendario Tito Puente per cantare al Madison Square Garden durante un suo concerto: questa fu sicuramente una svolta nella sua carriera.
Il suo manager lo spinse a cantare in spagnolo. Dopo una breve indecisione, incise una versione salsa di Hasta que te conocì. Fu questa una decisione azzeccata che gli cambiò la vita, e nel 1993 inserì la canzone nel suo primo album cantato in spagnolo "Otra nota" 2 volte disco di platino. Nel 1995 pubblicò l'album "Todo a su tiempo" , che gli valse la nomination ai Grammy awards, anche grazie a canzoni come Yo te conozco bien e No hay nadie como ella. Nel 1996 recita del film Big Night di Stanley Tucci e Campbell Scott.
Con il successivo album "Contra la corriente" del 1997 arriva la consacrazione come cantante di salsa più venduto al mondo. Nel 1999 pubblica l'album omonimo "Marc Anthony", quasi interamente pop cantato in inglese con la produzione di Estefano , trainato dal singolo I need to know, che vende milioni di copie e a fa aumentare la sua popolarità anche al di fuori del contesto della musica latina, lanciandolo sul mercato internazionale. Dimelo la versione in spagnolo di I need to know gli vale una nomination nel 1999 e il secondo singolo You sang to me un Grammy come migliore interpretazione pop nel 2000.
Nel 2001 pubblica "Libre", un disco di salsa in spagnolo, nel 2002 esce l'album "Mended", stavolta in inglese, anticipato dal singolo I need you (presente anche nella versione spagnola).
Marc Anthony si è anche distinto come attore, recitando a Broadway nel musical di Paul Simon "The Capeman", nel film di Martin Scorsese Al di là della vita e in Hackers con Angelina Jolie e in molte altre pellicole. Ha partecipato alla colonna sonora del film La maschera di Zorro cantando assieme a Tina Arena il brano I want to spend my lifetime loving you, inciso anche in spagnolo con Ana Gabriel.
Nel 2004 pubblica "Amar sin mentiras", album pop in spagnolo, preceduto dal singolo Ahora quien. Il brano Escapemonos è cantato in duetto con la moglie Jennifer Lopez, sposata nel giugno dello stesso anno. Sempre nel 2004 esce Valiò la pena praticamente la versione salsa dell'album "Amar sin mentiras".

venerdì 9 maggio 2008

BEI TEMPI

BEI TEMPI
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento .

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Via le Dei Giardini '.Noi che i pattini avevano 4 ruote e si al lungavano quando il piede cresceva. Noi che chi lasciava la scia più lunga nel la frenata con la bici era il più figo .
Noi che il Ciao si accendeva pedalando .

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l 'amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita , e poi la bella ,e poi la bella
della bella .
Noi che giocavamo a nomi , cose, animali ,città . . (e lacittà con la D Era sempre Domodossola ) .
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l 'album Panini .
Noi che avevamo il nascondiglio segreto con il passaggio segreto .
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comandacolori ' .
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri , e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic .
Noi che al cine usciva un cartone animato ogni dieci anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro (d i Walt Disney) .
Noi che sentivamo i 45 giri nel mangiadischi e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos 'è.
Noi che le barzellette erano Pierino , il fantasmaformaggino o un
francese ,un tedesco e un italiano .
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia .
Noi che si andava in cabina a telefonare .
Noi che c'era la Polaroid e aspettav i che si vedesse la foto .
Noi che andavamo a letto dopo il carosello.
Noi che suonavamo ai campanell i e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio , ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri figo .
Noi che la Barbie aveva le gambe rigide.
Noi che nelle foto delle gi te facevamo le corna ed eravamosempre sorridenti .
Noi che quando a scuo la c 'era l 'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta .
Noi che a scuo la ci andavamo da sol i , e tornavamo da sol i .
Noi che se a scuola la maest ra t i dava un ceffone , la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti met teva una nota sul diario, a casa era il ter rore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca , mica su Google .
Noi che il 'Disastro di Cernobyl ' vuol di re che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.
Noi che i l primo novembre era 'Tutti i santi ', mica Halloween.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendev i la tv vedevi il segnale di interruzi one delle trasmission i con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tu te lucide che facevano troppo figo.
Noi che l 'un i ca merendina era i l Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire.
Noi che si suonava la piano la Bontempi .
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost , laWilliams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote ! ! ! ! !
Noi che guardavamo allucinati il futuro con Spazio 1999 Base Lunare Alpha.
Noi che i l Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che nei mercatini dell 'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricord i ? " e poi sentiamo un nodo in gola.
Noi che le mamme mica c i hanno visti con l 'ecografi a NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMODIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO.
Markusemme.